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Buon martedì cari amici. Anche se questo è un inizio settimana particolare: più silenzioso, più freddo, più triste. Venerdì sera ero fuori a cena con le mie amiche, Ginevra a casa di nonna Emma (mia

857388_770x517Buon martedì cari amici. Anche se questo è un inizio settimana particolare: più silenzioso, più freddo, più triste. Venerdì sera ero fuori a cena con le mie amiche, Ginevra a casa di nonna Emma (mia mamma) e Nicola a cena con dei suoi amici. La mia serata era all’ insegna di otto ragazze che si conoscono da sempre. Una serata divertente e leggera, davanti ad una pizza e ad una coca-cola. E’ meraviglioso che noi 8 riusciamo ancora a  trovarci insieme e ad essere così unite negli anni. Tra un pezzo di pizza e l’altro abbiamo riso tantissimo: di cose futili, di cose importanti, di figli che non ci lasciano dormire, di mariti che sono sempre gli stessi.  Noi, come 15 anni fa, quando l’abitudine era di ritrovarsi di fronte ad una chiesa. Noi, che abbiamo condiviso tantissime cose e non abbiamo segreti. Noi: ognuna con il suo lavoro, la sua famiglia e  la sua vita ma che nonostante tutto abbiamo avuto il coraggio di non perderci. Ed è stato per il mio lavoro che venerdì, la serata ha cambiato i suoi toni. Un lavoro dove l’informazione è tutto, vivo con il cellulare in mano e il PC in borsa. Ad un certo punto sento suonare il mio cellulare e leggo un messaggio: “A Parigi è successo di tutto, fatti sentire”.  Corro sul social e cerco di capire se qualcuno che conosco mi può dare una mano: vedo sulle varie bacheche  immagini di bandiere francesi, foto simboliche e ovunque l’hashtag #prayforparis. pray-for-paris-tweets-reactions-20151114 Ovviamente non ho capito cosa fosse successo, ma ho capito che si trattava di una cosa  seria. Ho scorso le notizie,  ho guardato le mie amiche e ho detto:  “A Parigi è successo un disastro ragazze!”.  Ma ancora non ci eravamo rese conto della gravità della cosa. Dopo poco ci siamo alzate, abbiamo pagato e siamo tornate a casa, ognuna alla propria vita.  Venerdì sera ho dormito a casa di mia madre; quando sono rientrata  Ginevra dormiva accanto a sua nonna. Ero angosciata. Mi sono lavata e cambiata in un secondo ed ho acceso la televisione. Sono rimasta senza parole. Perché parole non ce n’erano. Quello che stava accadendo era terribile. Fuori dall’immaginario collettivo. La comunicazione, il mio amato mestiere, mi permette di essere sempre collegata e in contatto con qualcuno. Ricevo mail da più parti ed è entusiasmante sentirsi un po’ cittadina del mondo. Ma in quel momento Parigi era come se si trovasse  fuori dalla porta di casa mia. Mi sono sentita morire. Spaventata. Bloccata dalla paura. Ho letto abbastanza  e viaggiato quel che serve per sapere già da tempo che questa non è una guerra religiosa, ma una guerra di pazzi estremisti esaltati e senza un Dio. Perché sono convinta che se non hai rispetto della vita è come non avere nessun valore. Ed è questo è il punto che mi fa più paura: questi estremisti non hanno paura di morire. Abbiamo caratteri fisici diversi,  parliamo una lingua diversa  e abbiamo credi certamente distanti, ma viviamo tutti sullo stesso pianeta, sotto lo stesso cielo. Anche loro danno alla luce figli e formano famiglie. Non sono persone diverse da me. Eppure loro si fanno esplodere nello stesso goliardico modo in cui un ragazzino lancia un petardo. BUM!Non ci sono più e con loro tanti altri innocenti. no-war-no-alla-guerra-stop-the-warNon c’è una logica in tutto questo. Vorrei avere la possibilità di parlare con uno di loro, guardarlo negli occhi e chiedergli: “Ma cosa stai facendo? Dimmi , che cosa hai dentro il tuo cuore. Spiegami il perché?”.  Alcuni di loro avevano 20 anni. Ma a 20 anni come fai a credere non ci sia nulla di meglio che uccidersi e suicidarsi?Come è possibile? Per cosa? In nome di Allah ? Davvero il Corano parla così? Può essere esistito un profeta che proclamasse la morte, invece che la vita e l’amore? No. Sono spaventata perché venerdì sera in quella pizzeria, dove spesso ho pianto dalle risate, saremmo potute saltare in aria io e le mie amiche. Sono spaventata per mia figlia che vive su un  pianeta dove ci sono dei pazzi in libertà che credono che morire sia la giusta via per un’eternità migliore,  che credono che visto che mia figlia non ha il viso coperto sia da punire e uccidere. Io non ci posso credere. Tutto questo non è possibile. Non è giusto.  Venerdì notte non ho dormito, non ci sono riuscita. Io voglio delle risposte, le pretendo e voglio che tutta quella gente che fa parte di questa organizzazione maledetta chiamata  ISIS venga fermata. Io voglio la mia libertà come essere umano, come cittadina di un mondo che mi appartiene in ogni suo angolo e soprattutto voglio la libertà come madre!  #prayforparis

 

 

 

Happy Tuesday dear friends. While this is a start particular week: quieter, cooler, more sad. Friday night I was out to dinner with my friends, Ginevra home of Emma’s grandmother (my mother) and Nicola to dinner with his friends. My evening was to ‘teach eight girls who have known each other forever. A fun evening and light, in front of a pizza and a coke. It ‘s wonderful that we 8 can still see us together, and to be so united in years. Between a piece of pizza and the other we laughed a lot: about trivial things, important things, of children who do not let us sleep, to husbands who are always the same. We, as 15 years ago, when the habit was to find himself in front of a church. We, who have shared many things and have no secrets. Us, each with his work, his family and his life but which nevertheless had the courage not to lose. And it was for my work on Friday, the evening has changed its tone. A job where information is everything, live with the phone in hand and PC bag. At one point I hear my phone ringing and I read a message: “In Paris, it happened all, made to feel.” I run the company and try to figure out if someone I know I can help you out: I see images on various boards of French flags, symbolic photo, anywhere hashtag #prayforparis. Obviously I did not understand what had happened, but I realized that it was a serious matter. I last news, I looked at my friends and said: “In Paris a disaster has happened girls!”. But still we had not realized the gravity of the thing. Shortly after we got up, we paid and we returned home, each to his own life. Friday night I slept in my mother’s house; When I returned Ginevra slept next to her grandmother. I was distressed. I washed and changed in a second and I turned on the television. I was speechless. Because there were no words. What was happening was terrible. Out from the collective. Communication, my beloved profession allows me to be more connected and in touch with someone. I get emails from many quarters and is exciting to feel a bit ‘citizen of the world. But at that moment Paris was as if he were out the door of my house. I felt I was dying. Frightened. Blocked by fear. I have read and traveled enough that you need to know for some time that this is not a religious war, but a war of crazy extremists exalted and without a God. Because I am convinced that if you do not have respect for life is like to have no value. And this is the point that makes me more afraid: these extremists are not afraid to die. We have different physical characteristics, we speak a different language and we believe certainly distant, but we all live on the same planet, under the same sky. They too give birth to children and form families. No persons other than me. Yet they blow themselves up in the same collegiate way a kid throws a firecracker. BOOM! There are more and with them many other innocents. There is no logic in this. I wish I had the chance to talk with one of them, look into his eyes and ask him: “What are you doing? Tell me, what you have inside your heart. Explain why? “. Some of them had 20 years. But in 20 years how do you believe there is nothing better than to kill and commit suicide? How is that possible? For what? In the name of Allah? Really the Koran speaks so? It may have existed a prophet who proclaimed the death instead of life and love? No. I am scared because on Friday evening in the pizzeria, where I often cried with laughter, we’d been able to blow me and my friends. I’m scared for my daughter who lives on a planet where there are fools who believe in freedom to die is the right way for an eternity better, who believe that since my daughter has her face covered by both punish and kill. I can not believe it. All this is not possible. It’s not right. Friday night I did not sleep, did not succeeded. I want some answers, and I want to pretend that all those people that is part of this organization called ISIS cursed be stopped. I want my freedom as a human being, as a citizen of a world that belongs to me in every corner and especially as a mother I want freedom! #prayforparis

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20 COMMENTS
  • Leone Novembre 17, 2015

    Condivido tutto..

  • Paola Novembre 17, 2015

    Mi sento come te da mamma a mamma 🙁

  • Melissa Novembre 17, 2015

    Anch io voglio delle risposte !

  • Anna Novembre 17, 2015

    Colpisci sempre dentro al cuore, grazie Niki <3

  • Nicola Novembre 17, 2015

    Siamo sotto lo stesso cielo. Belle parole. Veramente fanno riflettere.

  • Tino Novembre 17, 2015

    Mi sento così pure io…

  • Kikka Novembre 17, 2015

    Mi viene da piangere, cosa accadrà?

  • Veronika Novembre 17, 2015

    Bellissime parole…

  • Simona Novembre 17, 2015

    Yesss #nowar

  • Lella Novembre 17, 2015

    E’ tremendo pensare che siamo tutti in pericolo per colpa di questi maledetti…

  • Zenda Novembre 17, 2015

    Bo hai detto tu sono senza parole!

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