C’erano una volta i pozzi, oggi si chiamano casa dell’acqua
“Tutto sta cambiando”. Almeno questa è la frase che va per la maggiore, dopo: “C’è crisi dove finiremo?”. Bella domanda. Ma non voglio essere negativa non oggi, non qui. Allora io che sono curiosa come una bambina sono
“Tutto sta cambiando”. Almeno questa è la frase che va per la maggiore, dopo: “C’è crisi
dove finiremo?”. Bella domanda.
Ma non voglio essere negativa non oggi, non qui. Allora
io che sono curiosa come una bambina sono andata alla ricerca degli effetti di questa. Essendo una che va sempre contro corrente, non ho cercato i negativi, ma quelli positivi. Mi sono domandata: “Ci sarà qualcosa, che sia pur piccola, ma che abbia portato luce?”. C’è una frase, in una canzone di Jovanotti, che mi ha fatto riflettere: “Se non avessi voluto cambiare oggi, sarei allo stato minerale”. Grande Lorenzo, come sempre ha ragione e per collegarla al discorso dico che di fatto le grandi crisi portano mutamenti e quindi oggi siamo, in teoria, un po’ più evoluti di prima anche perchè la sofferenza fa crescere è sempre stato così, lo sappiamo tutti. Dopo questa breve riflessione mi sono guardata intorno senza cercare chissà dove, non ho sognando l’America sono semplicemente uscita a piedi da casa per osservare la realtà oggi, e per cercare di capire se ci sono stati dei mutamenti effettivi nei nostri modi di vivere. E sapete cosa vi dico?: “Ho visto cose fantastiche”. La prima sensazione che ho percepito è la tendenza ad essere tornati indietro nel tempo ad anni passati, di cui noi possiamo solo avere un ricordo immaginario, perchè raccontato dai nostri nonni? O dai loro genitori?
Mentre camminano per le strade del mio paese pensavo che oggi compro i giochi di mia figlia più volentieri se trovo quelli ecologici e con carta riciclata. Mi sono domandata se nel periodo appena passato del consumismo estremo lo avrei fatto. Forse no. Mi sono risposta.
Qualcuno mi direbbe anche: “Perché non sono più tempi”. Esatto anzi, oggi la parola d’ordine è risparmio. Ma infondo, perché prima non ci pensavamo? Mi ha sollevato il fatto di essere andata a vedere un congresso di una banca famosa e ne è uscito che noi italiani siamo da sempre uno dei popoli più risparmiatori. Meno male, dico io. Ma ora, attenti, lo siamo diventati soprattutto per necessità.
Tanto che ho scoperto che a tre passi da casa mia, accade una cosa meravigliosa: le persone con le loro bottiglie in vetro vuote, vanno a riempirle nella casa dell’acqua, a5 centesimi litro si portano nelle loro abitazioni l’ acqua della sorgente; si può addirittura decidere se farsela frizzante o lasciarla liscia ed è sempre fresca di giornata. Periodicamente sono effettuate delle analisi per la potabilità che deve essere sempre a norma.
Ho paragonato questi erogatori ai pozzi di un seccolo fa, la differenza sta solo nel fatto che nel 2013 abbiamo la tecnologia, ma il concetto è lo stesso.
Mentre rientravo a casa dalla mia passeggiata la domanda che mi facevo era sempre la stessa : “Ma nel periodo del consumismo estremo, è un comportamento che avremmo assunto?”. Non credo. E se la crisi ci ha portato a fermarci un attimo per riflettere e a capire che è meglio fare un passo indietro e a ricordarci che avevamo abitudini sane, dimenticate perchè le comodità hanno preso il sopravvento, del tutto male non ci ha fatto. Questa è solo una riflessione mia. Ma ognuno di noi forse pensandoci bene, può trovare un lato positivo di questo periodo, anche se piccolo. Buona giornata positiva a tutti allora.

